Ci sono città che si identificano con un valore e ne diventano il simbolo, in tutto il mondo. Firenze si può,a ragion veduta, definire città di cultura, Zurigo quella degli affari, Gerusalemme della religione e così via. Ciascuna di queste città, come del resto tante altre, ha in un certo senso, un significato universale perchè esprime una delle tante dimensioni da cui è composta la vita dell'uomo.

I piccoli borghi, lontani dal frastuono degli attuali simposi religiosi, culturali e affaristici, hanno anch'essi una loro storia che, seppure circoscritta e poco conosciuta, è parte da non dimenticare nella composita vita dell'uomo. Bocca di Magra è un'esempio nell'estremo Oriente ligure perchè ha avuto una specificità storica nell'immediato dopoguerra.La foce del Magra era il luogo dove la natura si legava, con tutta la sua bellezza, a famosi poeti e scrittori italiani (Montale, Vittorini, Sereni, Fortini, Pavese, ecc.) che lì si incontravano.Bocca di Magra rappresentava il punto geografico della tangenza fra la letteratura e l'uomo, fra la natura e la sensibilità artistica.

Questa definizione può essere insufficiente, a distanza di anni, per cogliere la peculiarità di Bocca di Magra, l'elemento distintivo che ne faceva un luogo unico ed irripetibile. Senz' altro nel mondo non mancano altri famosi paesi, ma nessuno di questi presenta la caratteristica che contraddistingueva un tempo Bocca di Magra ovvero quella di essere stata il punto d'incontro di più pensieri letterari, di segnare il crocevia dove l'intelligenza si avvicina con rispetto filiale alla natura, al fiume, al mare, alle colline, incontaminati attori in quel lembo di terra che segna idealmente e geograficamente il confine tra la Liguria e la Toscana e che si propone in uno scenario degno d'essere ammirato.

Che cosa resta ora di quegli antichi incontri che stanno scemando nella memoria del passato? Fortunatamente rimane quell'aspetto di bellezza che, pure toccata dalla mano dell'uomo, si mostra ancora integra alla foce del Magra.Dal ricordo dell'infanzia rivedo l'estate con i suoi bagnanti tuffarsi in serate indimenticabili, le spiagge di Sans Façon, Debiross, Ciccio, Sette Archi. M'appaiono i gozzi, le burchielle, le vele che scivolano fra il salmastro e le spiagge della Sanità, di Punta Bianca, del Corvo, per i più audaci, fin verso la Maossa e le isole del Golfo della Spezia.Rivedo, con gli occhi dell'allora ragazzo curioso, Eugenio Montale appartarsi alla Lucerna ed osservare il fiume con le sue anime che seppe immortalare nella lirica "Il ritorno" e "La casa sul Magra" dalle prose varie di fantasia e d'invenzione.

E' importante risvegliare Bocca di Magra dal torpore dell'essersi adagiata sugli "antichi fasti" in una prospettiva che eviti qualsiasi trasformazione del borgo che risulti incompatibile con il carattere naturalistico, culturale della foce perchè è il valore di Bocca di Magra e di tutto il Caprione e ne è diventato il simbolo.

da FRAMMENTI AMEGLIESI di Emilio Longhi- Edizioni Lions Club Lerici- Golfo dei Poeti

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